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Arriva dagli States il dosatore per cocktail a cui nulla può sfuggire... 
Su Bargiornale di Giugno 2008 è apparso un interessante articolo sul ritorno del misurino per preparare drinks. Il misurino (o jigger) è quell'attrezzo che permette di dosare esattamente le dosi di un cocktail. Tralasciando l'intero articolo, all'interno vi era un esempio di notevole effetto: se il barman italiano, inesperto, dovesse preparare trecento long drink, venduti a 10 euro l'uno, e nella preparazione sprecasse un solo centilitro di spirit, a fine serata sono 3 litri di prodotto, pari a 45 cocktail. Tradotto in euro: 450 euro di mancato guadagno. Si sono sottolineate due parole: italiano e inesperto. Italiano perché mentre negli Stati Uniti e in moltri altri Paesi l'uso del misurino è obbligatorio per varie ragioni, in Italia si va ancora ad "occhio". Ma se un barman inesperto volesse andare a lavorare all'estero, avrebbe vita non facile. Infatti bisogna tutto misurare per legge e se si sbaglia, si può anche ritirare il patentino di barman (in Canada è obbligatorio averlo per esempio). Il versare dosi sbagliate può portare a perdite pari il 20% degli acquisti totali in superalcolici (che sono le basi dei drinks e dei cocktails). Per ovviare a ciò la società Nuvo Technologies ha lancirato lo scorso anno negli Usa con il nome di BarVision (www.barvision.com) un dispositivo che può essere installato su una bottiglia di superalcolico. Questo dispositivo, non ancora disponibile in Italia, si completa con un software ed un'antenna di tipo wireless che si appoggia vicino al PC del gestore del locale. I vari trasmettitori inviano di volta in volta la quantità di speralcolici servita al pubblico per ogni bottiglia. In questo modo il personale del bar è incentivato a fare attenzione alle dosi, e inoltre il gestore del locale può monitorare con facilità e in modo continuativo il rapporto tra prezzi di vendita e costi di gestione. Questo software è in grado anche di monitorare una vasta serie di statistiche, che permettono anche di individuare le nuove tendenze di consumo. I dispositivi vanno cambiati ogni due anni circa. |