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Un anno dopo la nascita di Windows Vista, perché tanti utenti di Windows XP rifiutano di aggiornarsi?...Scopriamo i motivi...
Microsoft dice che il deterrente è il prezzo elevato. Lo scorso mese, la compagnia ha limato i prezzi sui pacchetti in vendita al minuto, nel tentativo di vincere la riluttanza dei consumatori. Negli USA, un utente di XP ora può comprare Vista Home Premium a 129,95 dollari invece di 159,95. Ma un’altra teoria sostiene che la colpa è della reputazione che ha preceduto Vista. Utenti di XP hanno ascoltato troppe storie agghiaccianti di parenti e amici circa gli upgrade di Vista che sono andati a male. Applicazioni che lavorano più lentamente. Il chip grafico che non può stare al passo con i velocissimi effetti speciali di Vista. Le lunghe attese mentre si carica. Le stampanti, gli scanner e altre periferiche hardware che funzionavano egregiamente con XP, cui manca il software, i driver, per lavorare bene con Vista. Ecco alcune testimonianze: Jon aggiorna due computer da XP a Vista. Poi scopre che alla stampante, allo scanner e al film-scanner mancano i driver di Vista. Deve mantenere uno dei computer con XP, solo per poter continuare a usare le periferiche. Sfortuna? Pare di no. Steven dice a Jon che anche a lui mancano driver di tutte le categorie. Mike compra un laptop sul quale c’è la rassicurante etichetta “Windows Vista capable”. Crede che ciò significhi che egli potrà lanciare Vista, insieme ai migliori programmi Microsoft come Movie Maker. Rimane deluso. Al suo nuovo laptop, nonostante l’etichetta, mancano i graphic chips necessari e non può avviare il suo software per video-editing preferito, può lavorare solo una zoppicante versione di Vista. Dice: “Ora possiedo una macchina per e-mail da 2.100 dollari.” Mike non è uno sprovveduto: Si tratta di Mike Nash, un vice-presidente di Microsoft con l’incarico di production manager. Jon è Jon A. Shirley, membro del consiglio direttivo di Microsoft ed ex capo del reparto operativo. E Steven è Steven Sinofsky, vice-presidente anziano della compagnia e responsabile per Windows. Le loro osservazioni provengono da un scambio di comunicazioni interne di Microsoft del febbraio 2007, dopo che Vista era stato messo in commercio come un prodotto apparentemente finito e i clienti lo stavano comprando a prezzo pieno. Fra driver inesistenti e PC ingannevolmente etichettati come pronti per Vista, mentre in realtà non lo erano, Vista si fece una reputazione fin dalla nascita: “Non gira bene con gli altri.” Naturalmente non c'è la possibilità di origliare quando i più alti dirigenti di Microsoft danno sfogo alle loro personali frustrazioni a proposito di Windows. Ma una causa promossa contro Microsoft davanti alla corte di Seattle, nel marzo 2007, ha tolto i sigilli a un pacchetto di documenti interni della compagnia. I promotori della causa, avendo comprato verso la fine del 2006, prima dell’uscita di Vista, dei PC con l’etichetta “Windows Vista capable”, lamentavano che l’etichetta era ingannevole, in quanto i PC erano risultati incapaci di far girare le versioni di Vista che offrivano le funzioni che Microsoft reclamizzava come vantaggi caratteristici di Vista. Il giudice ha deciso che c’è spazio per una “class-action” e ha dissuggellato una cache di 200 e-mail e rapporti interni, riguardanti discussioni in Microsoft sul miglior modo di “spingere” Vista sul mercato, iniziate nel 2005 e protrattesi oltre la sua uscita nel gennaio 2007. I documenti comprendevano casualmente anche quei racconti di utenti frustrati di Vista negli uffici direttivi di Microsoft. Oggi Microsoft si vanta che c’è il doppio di driver disponibili per Vista rispetto all’inizio della sua distribuzione, ma i problemi di grafica e di “performance” rimangono. I documenti sono stati depositati in tribunale in disordine ma, risistemati in ordine cronologico, mostrano una tragedia in tre atti. Atto I: Nel 2005, Microsoft progetta di dire che “Vista ready” sono solo i PC dotati della potenza necessaria per supportare le pesanti esigenze grafiche di Vista. Atto II: All’inizio del 2006 Microsoft decide di lasciar perdere i requisiti di potenza dell’hardware relativi alla grafica, per non danneggiare la vendita di XP su computer di fascia bassa mentre si sta preparando Vista. Si decide di sostituire la dicitura “Vista ready”, che poteva dare l’idea che il computer fosse, effettivamente, “pronto” a far girare Vista, con “Vista capable”, che probabilmente doveva suggerire che non si faceva alcuna promessa su quale versione di Vista avrebbe realmente funzionato. La decisione di ignorare i requisiti di hardware suscita considerevoli proteste interne. Un program manager scrisse in una e-mail interno che la configurazione minima del computer era così bassa che “anche un pezzo di latta sarebbe stato all’altezza. Se permettiamo questo, sarà una totale tragedia.” Atto III: Vista esce in diverse versioni, ivi compresa la “Home Basic”, mancante delle caratteristiche della grafica Vista. Dell fra gli altri, protesta: “I clienti non capivano cosa significa “capable” e si aspettavano di più di quanto gli veniva consegnato.” Nel febbraio 2006, dopo che Microsoft aveva abbandonato il progetto di riservare l’etichetta “Vista capable” ai soli PC più potenti, il personale tentò di evitare l’imminente diluvio di reclami dei compratori di PC meno potenti. Un dirigente alle vendite disse: “Ci costerebbe meno comportarci bene con i clienti adesso che spendere soldi dopo per aggiustare le cose.” In attesa del giudizio, ci si domanda: “Che cosa farà Microsoft per riguadagnare la credibilità perduta?” Fonte: Randall Stross (pubblicato sul New York Times del 9 marzo 2008, copyright 2008 The New York Times Company ) Libera traduzione di Michelangelo De Cristofaro |